Stretti nella morsa longevità/denatalità i paesi europei rispondono all’unisono con l’ allungamento dei peridi lavorativi nel tentativo di tenere in equilibrio i sistemi previdenziali pubblici, aprendo sempre di più alla previdenza complementare.
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Il fondo pensione e l’età pensionabile sono sempre di più argomenti di attualità che coinvolgono le famiglie, a partire da chi è stato “slittato” a chi ha appena intrapreso un percorso lavorativo. La classica frase “chissà se prenderò la pensione” è diventata chissà se ci arrivero!! A parte facili sarcasmi, l’età pensionabile non è più solo una questione economica ma anche sociale. Le giovani coppie che decidono di avere un figlio e che hanno la fortuna di trovare un lavoro a tempo indeterminato e che vengono considerate solvibili dagli enti creditizi per poter acquistare una casa; non hanno, come succedeva in passato, l’aiuto dei nonni, perchè questi ultimi normalmente, stanno ancora lavorando. I nidi e le materne statali, non sono sufficienti a soddisfare la richiesta e quindi la scelta è tra affrontare un ulteriore spesa in una struttura privata o mettersi in aspettativa per colmare questo gap. E’ un effetto domino da qualsiasi parte lo si analizzi, economico, sociale e di parità di genere, perchè normalmente le lavoratrici donne, hanno una retribuzione inferiore e quindi sono obbligate a fare un passo indietro. Tutto questo perchè la previdenza in Italia non è mai stata gestita a monte con un’impostazione che considerasse le entrate e le uscite. In questo scenaio, la previdenza complementare non è più un opzione ma una necessità. Quindi il consulente finanziario che si pregia di essere un CONSULENTE non può non avere, il presidio di questa materia.