Categorie
- ABA Women (13)
- Academy (24)
- Aggiornamento Sito CastroLab (385)
- Banca d'Italia notizie (92)
- Beneficenza (20)
- Casa Allianz (9)
- Dal nostro mondo (2.143)
- Finanza (2.053)
- Foto & Video (69)
- Gestori (21)
- I nostri commenti (12)
- Idee (60)
- Idee Commerciali (29)
- Itinerari di Viaggio (14)
- Le Newsletter (394)
- Previdenza (597)
- Rassegna Stampa (502)
- Varie (65)
- Videocorsi (5)
Archivi
La Newsletter by Claudio Carella
Per poter visualizzare l'articolo devi essere registrato al sito.
Questa voce è stata pubblicata in Le Newsletter. Contrassegna il permalink.
2 risposte a La Newsletter by Claudio Carella
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.



Grazie Claudio, se ho capito bene dovremo convivere con tassi di inflazione più alti rispetto ai target desiderati più a lungo del previsto; del resto i debiti pubblici mondiali hanno superato i 330 mila miliardi di USD e l’inflazione fa bene al debitore.
Caro Alberto, se ho capito bene, alcune criticità relative al redito le ritrovo nelle parole di Powell di ieri. Ciò che dici è un’ottima analisi, la più attendibile.
Ti copio un mio post di ieri sera, sebbene molto sintetica, può essere utile ai colleghi.
Ecco il post di ieri sera nel mio Gruppo:
Oggi alle 19 abbiamo avuto la comunicazione del FOMC. Il Committee con decisione unanime ha alzato di 25 bps il tassi al 4.75-5%.
La creazione di posti di lavoro ha accelerato, e l’inflazione, che nel precedente FOMC era definita in calo, è rimasta invece elevata. Il sistema bancario è resiliente ma si è osservato che i recenti eventi probabilmente produrranno un inasprimento delle condizioni di credito ad aziende e consumatori e peseranno sull’economia.
Powell ha definito i problemi bancari “isolati e relativi a un piccolo numero di banche” ma tali che, se non fossero stati gestiti, il settore sarebbe stato danneggiato. Il problema resta l’inflazione elevata. Le prossime decisioni saranno prese quindi meeting per meeting sulla base delle informazioni disponibili.
La Fed ha deciso dunque di continuare nella sua politica di inasprimento monetario e tuttavia di valutare di volta in volta l’impatto sulle condizioni finanziare messo a dura prova dai recenti eventi in USA, a partire dal fallimento della SVB. Possiamo quindi pensare di non essere lontani da un cambio di politica monetaria e più vicini alla fine del tightening.