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Incontro con PIMCO a cura di Andrea Incerti
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8 risposte a Incontro con PIMCO a cura di Andrea Incerti
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RIASSUNTO DELL’INCONTRO DI ANDREA INCERTI
Appunti dall’incontro con Curtis Mewbourne (Pimco).
Pimco ritiene che la FED sia eccessivamente ottimistica sulla ripresa economica e che, invece, ci siano buone probabilità che possa, al contrario, rallentare. Quindi la FED non sarà in grado di ridurre troppo il QE. I mercati, peraltro, hanno scontato nella violenta correzione, in modo esagerato, l’ipotesi che l’immissione di liquidità cessi del tutto. Ci sono alcune analogie con la situazione obbligazionaria del 1994. Dopo un periodo di graduali riduzioni dei tassi di interesse la FED provvedeva ad aumentare di un modesto 0,25% i tassi, mentre i mercati reagirono male, erroneamente, vedendo in questo l’inizio di un movimento rialzista più consistente e duraturo. Peraltro, fino a quando non ci saranno notizie più concrete sul fronte economico, i mercati resteranno caratterizzati da forte volatilità. Nel frattempo, gli attuali prezzi vengono ritenuti opportunità di accumulo graduale e progressivo (definito “a scale”…). La visione positiva rimane sugli emergenti (sia nell’obbligazionario sia nell’azionario), area eccessivamente penalizzata sul fronte dei fondamentali, mostrando economie più vivaci e nessun problema di debito. Una particolare attenzione, poi, potrebbe essere riservata alle valute. A fronte di un’ Europa vista complessivamente in recessione (o comunque in forte rallentamento) potremmo vedere un apprezzamento del dollaro, il cui peso sul portafoglio dei clienti potrebbe essere portato anche al 20-30% (pur con le dovute cautele verso la clientela meno sofisticata).
La qualità dei titoli presenti nel portafoglio dei diversi fondi é globalmente migliorata (rating medio AA). Lo storno ha infatti consentito un posizionamento verso titoli più sicuri con soddisfacente rendimento a scadenza. Redditività, questa, che consentirà di compensare le attuali minus in conto capitale.
In sintesi : se a settembre dovessero verificarsi segnali di una economia che effettivamente si rafforza e quindi venissero confermate le attese di una riduzione del QE, i mercati lo avrebbero già scontato e non vi sarebbero variazioni di rilievo. Al contrario, un possibile rallentamento economico (é il parere di Pimco) potrebbe generare nuovi rialzi in conto capitale per effetto di una riduzione del QE inferiore alle attese…
Se Davide, Felice e i Castrioti presenti volessero aggiungere qualcosa, non mi offendo…
Un abbraccio.
ANDREA
FELICE VAIRO HA COMMENTATO:
Andrea ha riportato perfettamente quanto ha raccontato il gestore.
Aggiungo solo a quanto è stato detto, una domanda che ho fatto personalmente a Curtis Mewbourne e la sua, a mia parere, preoccupante risposta:
Domanda:
“Mi pare di capire che per recuperare rapidamente le perdite accumulate da Pimco dobbiamo sperare che sia giusto il vostro scenario negativo sulla ripresa americana, che implica per chi come noi opera su tutti gli asset finanziari, veder probabilmente peggiorare molte delle altre componenti di portafoglio. Un deterioramento statunitense porterebbe, come è sempre successo, conseguenze altrettanto negative anche su altri paesi, una prospettiva sicuramente non piacevole per noi operatori. Ma se voi aveste torto (e la ragione ce l’avesse la FED, mica gli ultimi arrivati…contro la quale in USA consigliano sempre di non andare!) oltre a non recuperare, quali sarebbero le ulteriori perdite preventivabili?”
Risposta:
“ Se abbiamo ragione noi il recupero è preventivabile nel corso di un anno circa anche grazie alle nuove cedole caricate; se abbiamo invece torto ci vorranno 3/4 anni perché i corsi scenderanno ancora ma in quel caso continueremmo ad inserire cedole sempre più ricche…”.
Io non sono rimasto molto “Felice” dopo questa risposta.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.
Ciao a tutti.
Felice Vairo
Se aggiungiamo che lato Equity i finanziamenti anche ai privati che alimentano la leva per investire sono ai massimi come ogni bolla che si rispetti e pronta a scoppiare, la situazione è “molto” positiva.
Esaurito il pessimismo l’unica idea è ancora Pimco Authority, che dovrebbe esprimere la giusta dose di flessibilità e di competenze. QB come dj dice in cucina.
MariettoR
Grazie Andrea sei sempre un grande!!!!
Grande Andrea.
Come sempre lo spirito di Castro fa la differenza.
Ciao
Ignazio … Sinatra (per non essere confuso con l’Ignazio “usurpatore” Tuzzolino!)
P.S. Wow! Commento rilasciato tramite WordPress (come da ordine del Capitano)
Grazie mille per le informazioni!
MASSIMO FRESIA RISPONDE:
ciao Felice,
hai buttato là una provocazione mica da poco!
Chi ha la sfera di cristallo migliore Pimco o la FED ?
Entrambi hanno uffici studi, dati, elaborazioni e cervelli che pochi o nessun altro al mondo hanno….
Tra l’altro la questione della improbabile ripresa dei corsi obbligazionari ha tifosi mica da poco….es. Carmignac, DNCA, etc,….
Per noi è impossibile sapere chi avrà ragione e conseguentemente se, e come, muovere i nostri portafogli obbligazionari.
Se ha ragione Pimco basta stare fermi.
Se si avverasse lo scenario della FED invece avremmo difficoltà con i nostri clienti prudenti investiti in fondi obbligazionari
I clienti prudenti d’altronde non possiamo spostarli sulle azioni…
Quindi che fare?
Provo a dirti il mio pensiero, mi piacerebbe però sentire anche quello degli altri.
Prima cosa da fare è descrivere la situazione a tutti i clienti prudenti per 2 ragioni:
1) prepararli alla volatilità e a rendimenti futuri bassi;
2) se non spieghi lo scenario al punto 1) un domani questi clienti potrebbero dirti che se glielo avessi descritto loro avrebbero preso in seria considerazione una variazione della loro propensione al rischio accettando l’inserimento nel portafoglio di una quota di azioni. Un domani questi clienti potrebbero dimostrarti che era risaputo che il mercato obbligazionario era caro e non aveva opportunità e pur sapendolo, non glielo hai detto. Facendolo invece scarichi la responsabilità della scelta a loro.
Detto questo il cliente può scegliere di modificare la sua propensione al rischio e inserire magari qualche prodotto flessibile. Non sappiamo naturalmente come andranno le azioni ma, in caso di perdita, è molto più facile spiegare.
Per i clienti, immagino la maggioranza, che invece non sono disposti ad inserire o incrementare l’asset class azionaria proverei, se del caso, e analizzando ogni singola specificità di portafoglio, a valutare queste due possibilità:
1) Piena fiducia a Pimco seguendo i loro consigli di diversificazione, oggi, pur mantenendo la parte core del portafoglio su Total Return Bond e Diversified Income, stanno consigliando di inserire anche Unconstrained, Credit Absolute Return e Income Fund che sono tutti comparti che per ragioni diverse sono decorrelati dal rischio di aumento dei tassi
2) Diversificare il rischio gestore (vedi anche intervento Censo) valutando se inserire gestori obbligazionari che abbiano una “filosofia di pensiero” diversa rispetto a Pimco ad esempio Carmignac che in questo momento ha duration negativa sulla componente obbligazionaria, oppure considerare Sicav obbligazionarie che sterilizzano, come la famiglia JB Multibond Absolute Return, o riducono la duration come ad es. DNCA o altro ancora come Allianz Flexible Income che può usare tutte le strategie obbligazionarie. In questo secondo caso ci sono probabilità elevate di sbagliare perchè quando effettui scelte diverse è probabile che non tutte risultino poi vincenti, però in questo modo eviti di sbagliare in toto e, come insegna l’esperienza, hai sempre un prodotto in portafoglio che è andato bene….
Questa seconda strategia, alla fine, è simile alla prima, ovvero iniziare a diversificare lo stile di gestione obbligazionario che oggi consiglia Pimco.
Ovvio, questo ragionamento vale per i clienti patrimonializzati, per quelli retail che hanno il Total Return Bond vanno bene così e stanno comunque meglio che in qualsiasi altra banca….
Per chi ha piacere di proseguire il dibattito potremmo dialogare su Word Press come consiglia il Capitano.
Buona Domenica,
Massimo Fresia
Una riflessione forse dettata dall’afa Milanese, ad esempio sul rischio. Ho appena acquisito un cliente tutto BTP, sapete che ISR ha? maggiore di 50!!
Se dovessi inserire dell’asset azionario probabilmente l’ISR scende (ovvio de-correlato), quindi forse il problema non è spiegare al cliente che deve prendere più rischio, ma dove sono realmente oggi le fonti del rischio.
Se leggete l’articolo in WP sul rischio Smart è evidente come la concezione del rischio si sia modificata non poco svestendo i panni tipici dell’azionario per infilarsi in quelli apparentemente più pacati del mondo obbligazionario. Come spiegare questo ai clienti?