Le Bcc fuori dal perimetro della Mifid2
Di Redazione 06 luglio 2017 CityWire
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Le Bcc fuori dal perimetro della Mifid2
Banche di credito cooperativo fuori dalla Mifid II. Il Parlamento ha accolto la richiesta arrivata dal mondo delle Bcc di poter essere esentate dai corposi obblighi informativi previsti dalla nuova direttiva europea, che imporrebbero ai piccoli istituti oneri gravosi per l’adeguamento. Così, nei loro pareri allo schema di decreto legislativo con cui l’Italia si appresta a recepire le norme Ue, la Camera e il Senato hanno entrambe posto come condizione al via libera che per le banche cooperative e le casse rurali le nuove norme non siano retroattive, per evitare che i piccoli istituti siano costretti a richiamare tutti i soci per far sottoscrivere loro, a posteriori, il questionario Mifid.
Non solo. Altra condizione (nel parere del Senato è trattata come una osservazione), scrive MF, è che l’esecutivo si impegni a disciplinare, con una normativa secondaria “il regime applicabile alle azioni emesse dalle Bcc-Cr, in modo da tenere conto delle peculiarità dell’emittente quale banca cooperativa a mutualità prevalente, del carattere essenzialmente partecipativo di tali azioni e degli importi di sottoscrizione”.
Nella sua audizione presso la commissione Finanze della Camera Federcasse aveva infatti fatto presente come nelle altre giurisdizioni europee gli istituti di credito mutualistici non sono soggetti alla normativa Mifid e aveva sottolineato che comunque il mondo del credito cooperativo è già in contatto con la Consob per adottare, in regime di autoregolazione, uno schema informativo sulla sottoscrizione di azioni. In particolare si tratta di una sintesi in cui, in cinque pagine, si spiegano le caratteristiche e la rischiosità dei titoli. Il ragionamento dei rappresentanti del mondo del credito cooperativo è che chi sottoscrive azioni di queste banche, che non sono negoziate e non sono legate a rendimenti, non ha un intento speculativo e che comunque l’ammontare medio di questi investimenti è veramente limitato, a oggi circa mille euro. Insomma una scheda sintetica e chiara circa le caratteristiche dei titoli potrebbe essere adatta al tipo di sottoscrittore, sempre con la disponibilità di confrontarsi con l’Autorità di regolazione dei mercati su altre possibili forme di garanzia di trasparenza e tutela degli investitori.



no comment…. questo proprio non mi sta piacendo….
Informare, formare, motiv-(f)are all’azione !
Alberto
Grazie Mario, NO COMMENT……………..
“Il ragionamento dei rappresentanti del mondo del credito cooperativo è che chi sottoscrive azioni di queste banche, che non sono negoziate e non sono legate a rendimenti, non ha un intento speculativo”.
Chissà perché, leggendo questa frase mi vengono alla mente gli azionisti di VB e Vicenza… anche loro compravano quelle azioni “perché erano sicure, perché salivano sempre, perché non erano quotate e dunque non erano rischiose, ecc ecc ecc…”.
Non ho capito: vale solo per le azioni emesse dalle Bcc, giusto??? Non anche per gli altri investimenti???
E tutti i soci che sottoscrivono azioni Bcc non hanno firmato il questionario Mifid, giusto???
Secondo me si vale per le sole azioni BCC anche se non sono sicuro che non venga esteso anche alle obbligazioni.
La deroga sembra proprio a riferirsi ad un ritardo dell’applicazione della profilazione della clientela così la interpreto io, se poi teniamo conto di come magari erano “non bene” profilati prima….
Grande Paese l’Italia…..:-(
Grazie, anyway…
Grazie Mario,
leggendo articoli successivi ho capito che per adesso la deroga è solo per le azioni Bcc, ma visto che siamo in Italia (come dice Fabrizio)…non si sa mai…
Grazie Mario